Bending Spoons fissa l’IPO a 29 dollari: prezzo oltre la forchetta, valutazione balza a 18,4 miliardi

Il prezzo finale dell’offerta pubblica iniziale di Bending Spoons è stato fissato a 29 dollari per azione, oltre il limite superiore della forchetta iniziale che oscillava tra 26 e 28 dollari. La società tecnologica italiana debutta oggi, 1° luglio 2026, sul Nasdaq Global Select Market con il ticker “BSP”, in quella che si configura come una delle maggiori quotazioni di un’azienda europea negli ultimi anni. L’operazione raccoglie 1,68 miliardi di dollari e attribuisce alla società una valutazione post-IPO di circa 18,4 miliardi di dollari, un balzo del 67% rispetto agli 11 miliardi dell’ultimo round di finanziamento del 2025.

Il pricing definitivo e la struttura dell’offerta

L’offerta complessiva prevede il collocamento di 57.971.015 azioni ordinarie, suddivise tra 34.398.640 azioni offerte direttamente da Bending Spoons e 23.572.375 azioni messe in vendita da alcuni azionisti esistenti. La società non riceverà proventi dalla quota ceduta dagli azionisti venditori.

È prevista anche una greenshoe option: gli underwriter potranno acquistare fino a ulteriori 5.244.026 azioni da Bending Spoons e fino a 3.451.626 azioni dagli azionisti venditori, sempre al prezzo di 29 dollari per azione, al netto di sconti e commissioni. La chiusura dell’offerta è attesa per il 2 luglio 2026.

Una valutazione che corre: da 11 a 18,4 miliardi in un anno

Il salto valutativo è uno dei dati che meglio racconta la traiettoria dell’azienda. Nel 2025, durante l’ultimo round di finanziamento privato, Bending Spoons era stata valutata 11 miliardi di dollari. Oggi, sulla base delle azioni in circolazione riportate nei documenti depositati, la capitalizzazione post-IPO si attesta a circa 18,4 miliardi di dollari.

Considerando i 1,68 miliardi raccolti e la valutazione finale, il rapporto prezzo/raccolta implicito segnala una domanda sostenuta da parte degli investitori istituzionali, in un contesto in cui le IPO del settore software sono state rare a causa delle turbolenze legate all’intelligenza artificiale.

Grattacieli moderni di un distretto finanziario illuminati dall'alba, archi architettonici italiani classici fusi nello skyline, IPO della tech italiana al Nasdaq
L'alba su Wall Street per il debutto della tech italiana Bending Spoons, che fissa il prezzo dell'IPO a 29 dollari oltre le attese, con una valutazione da 18,4 miliardi.

Il consorzio di collocamento: chi piazza l’operazione

Il consorzio di underwriting vede come joint lead book-running manager tre nomi di peso: Goldman Sachs International, J.P. Morgan e Allen & Company LLC. In qualità di joint book-running manager figurano invece:

  • Wells Fargo Securities
  • BofA Securities
  • Jefferies
  • Evercore ISI
  • BNP Paribas
  • Mizuho
  • Societe Generale
  • Crédit Agricole CIB
  • Intesa Sanpaolo (divisione IMI CIB)
  • UniCredit
  • Banca Akros – Gruppo Banco BPM

La presenza di tre banche italiane nel sindacato — Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banca Akros — riflette il radicamento domestico della società e il peso specifico che l’operazione riveste per il sistema finanziario italiano.

Un debutto raro nel software sotto la pressione dell’AI

L’IPO di Bending Spoons arriva in una fase in cui il settore software sta affrontando le turbolenze innescate dall’intelligenza artificiale, e le quotazioni in questo comparto sono state poco frequenti. Il fatto che il prezzo sia stato fissato sopra la forchetta iniziale — 29 dollari contro un massimo previsto di 28 — indica che la domanda degli investitori ha superato le attese, nonostante il contesto macroeconomico segnato da tassi ancora elevati.

La società, proprietaria di asset come Vimeo e Aol, porta sul listino un portafoglio di prodotti acquisiti e ristrutturati con una strategia di efficienza operativa che il mercato sembra premiare: il pricing sopra target è il segnale più concreto.

La vera prova arriva adesso, con la prima seduta di contrattazioni. Il prezzo di collocamento fissa l’asticella a 29 dollari: da qui in poi saranno gli scambi sul Nasdaq a determinare se la valutazione di 18,4 miliardi regge o se il mercato secondario ridimensionerà le attese.

Fonti

Leave a Reply

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.