Il 6 agosto 2026 le azioni easyJet hanno chiuso a 674 pence dopo un rialzo del 3,4%, spinte dall’accordo definitivo con Apollo Global Management. Il fondo statunitense ha ottenuto il via libera unanime del board per un’offerta di 7,15 sterline per azione, valorizzando la compagnia low cost 5,70 miliardi di sterline (7,7 miliardi di dollari). Il salto di oggi avvicina il titolo al prezzo dell’offerta e consolida un rally superiore al 65% dal 28 maggio, quando l’interesse iniziale di Castlelake era diventato pubblico.
Un premio dell’81% e lo spread sotto il 6%
L’offerta di 7,15 sterline rappresenta un premio dell’81% rispetto ai 3,94 sterline di chiusura del 28 maggio, ultimo giorno di contrattazioni prima che la notizia del takeover entrasse nel radar del mercato. Da allora il titolo ha corso, ma il balzo oggi porta il prezzo a soli 0,41 sterline dall’offerta, con uno spread del 5,7% ((7,15 – 6,74) / 7,15). In gergo di Borsa, uno spread così contenuto segnala che il mercato giudica altamente probabile il buon esito dell’operazione, pur mantenendo un piccolo cuscinetto per eventuali intoppi regolatori o tempistiche di esecuzione.
La battaglia tra fondi ha giocato un ruolo chiave nel gonfiare il premio. Castlelake, che questa mattina si è ritirata senza spiegazioni, aveva presentato 5 offerte prima dell’ingresso di Apollo. A luglio Apollo ha rilanciato con 5,7 miliardi di sterline, superando l’ultima proposta da 5,5 miliardi di Castlelake e assicurandosi il sostegno del consiglio di amministrazione.
L’assetto che ha convinto il fondatore e il mercato
L’accordo prevede che la famiglia del fondatore Stelios Haji-Ioannou e gli altri azionisti che manterranno la partecipazione deterranno tra il 45,1% e il 49,9% del capitale della società veicolo acquirente. Ai fondi di Apollo andrà fino al 49,9%, mentre un trust di gestione dell’Unione Europea avrà fino al 5%. Il bilanciamento tra il nucleo storico e il nuovo azionista finanziario ha ottenuto il pieno appoggio del fondatore, che ha dichiarato:

«Dopo aver esaminato attentamente la proposta di Apollo, io e i miei familiari abbiamo deciso di esprimerci a favore dell’acquisizione raccomandata annunciata dal board di easyJet».
La struttura, che evita una presa di controllo totalitaria, è stata accolta dal mercato come un elemento di stabilità, riducendo i rischi di conflitti interni e lasciando alla compagnia una governance in continuità con il passato.
Lo spread del 5,7% dice più di tante parole
[Analisi proprietaria] Il differenziale attuale tra prezzo di mercato e offerta – 5,7% – non è casuale. In operazioni simili, spread inferiori al 5% sono tipici di acquisizioni ormai scontate, mentre valori più alti riflettono dubbi su regolamentazione, finanziamento o volontà degli azionisti. Qui il 5,7% cattura due forze opposte: da un lato, la raccomandazione unanime del board e l’endorsement della famiglia Haji-Ioannou, che spingono la probabilità di successo molto in alto; dall’altro, il passaggio formale dell’offerta e l’eventuale vaglio antitrust lasciano un margine – fisiologico – di rischio. Il fatto che il titolo abbia guadagnato oltre il 65% da fine maggio dimostra che il premio dell’81% non era affatto scontato: è stato costruito offerta dopo offerta, fino al rilancio vincente di Apollo.
Per gli azionisti che hanno tenuto duro durante l’incertezza, l’addio al listino londinese si avvicina con un’uscita a un prezzo che, al netto dello spread, promette di essere molto vicino ai 7,15 sterline promessi.






