Fallimenti Ue +5,7%, nuove imprese -0,5%: la mappa settoriale per i mercati
Nel secondo trimestre 2026 l'Unione europea mostra un doppio segnale: le registrazioni di nuove imprese scendono dello 0,5%, mentre le dichiarazioni di fallimento salgono del 5,7%. Una forbice di 6,2 punti percentuali che, letta attraverso i settori, mostra dove si concentrano le uscite e dove resistono le aperture.
Nuove imprese in calo: l'industria guida la contrazione
Nel trimestre aprile-giugno 2026, le nuove registrazioni di imprese nell'Ue sono diminuite in cinque degli otto settori monitorati. L'industria registra il calo più marcato (-3,6%), seguita da alloggio e ristorazione (-3,4%) e istruzione e attività sociali (-3,2%). In controtendenza informazione e comunicazione (+8,8%) e costruzioni (+1,0%); stabili i servizi finanziari.
A livello nazionale, l'Italia vede le nuove imprese calare del 2% nel secondo trimestre. Peggio fanno Lussemburgo (-24,2%), Lituania (-12,4%) e Danimarca (-8,2%); la Spagna arretra del 5,8%. In crescita, invece, Irlanda (+20,4%), Belgio (+8,2%) e Svezia (+7,6%).
Fallimenti: istruzione, trasporti e finanziari sotto pressione
Le dichiarazioni di fallimento crescono in cinque degli otto settori monitorati. Gli aumenti più forti si registrano in istruzione e attività sociali (+21,1%), trasporti (+11,4%) e servizi finanziari (+6,8%). Diminuiscono, invece, nei settori alloggio e ristorazione (-2,6%), costruzioni (-1,7%) e commercio (-1,2%).
| Settore | Variazione nuove registrazioni | Variazione fallimenti |
|---|---|---|
| Istruzione e attività sociali | -3,2% | +21,1% |
| Servizi finanziari | 0,0% | +6,8% |
| Alloggio e ristorazione | -3,4% | -2,6% |
| Costruzioni | +1,0% | -1,7% |
Sul fronte geografico, l'Italia riduce le dichiarazioni di fallimento dello 0,5%, in controtendenza rispetto alla media Ue. Malta (-50%), Cipro (-41,7%) e Slovacchia (-33,5%) registrano i cali più ampi. Al contrario, Estonia (+31,8%), Grecia (+31,6%) e Croazia (+20,5%) mostrano gli aumenti maggiori; la Spagna segna un incremento del 2% nei fallimenti.
Il dato sui fallimenti segna il livello più alto dal 2019. Eurostat collega i bassi valori del 2020 alle misure governative a sostegno delle imprese, che hanno aiutato le aziende a evitare la bancarotta; dal quarto trimestre del 2021 le chiusure hanno iniziato a salire.
La lettura per i mercati: forbice settoriale e casi nazionali
I dati diffusi da Eurostat il 17 agosto 2026 disegnano un quadro in cui la selezione tra settori conta più della media europea. L'Italia contiene le chiusure ma non partecipa alla crescita delle aperture; la Spagna somma calo delle nuove imprese e aumento dei fallimenti.
Il caso limite è l'istruzione e attività sociali: considerando il calo delle nuove registrazioni del 3,2% e l'aumento dei fallimenti del 21,1%, lo spread negativo arriva a 24,3 punti percentuali. Nei servizi finanziari le aperture restano stabili mentre i fallimenti salgono del 6,8%: un deterioramento netto di 6,8 punti. Le costruzioni, al contrario, combinano +1% di nuove imprese e -1,7% di fallimenti, con un differenziale di 2,7 punti a favore delle aperture.
Il contesto segnalato da ItaliaOggi collega l'andamento a guerra in Iran, crisi energetica e concorrenza cinese, soprattutto per automotive e bianco. Per chi segue i dati settoriali, la pressione non è uniforme: commercio, costruzioni e alloggio-ristorazione vedono calare le procedure concorsuali, mentre istruzione, trasporti e servizi finanziari mostrano le tensioni più forti.
Il segnale più chiaro del trimestre arriva dalla forbice tra un'industria in contrazione e un'informazione-comunicazione in espansione.
























