<>di Antonio Di Pierro
Mondadori, 2007
Martedì 20 settembre 1870: Roma è circondata da 50
mila soldati italiani che, dopo aver forzato i confini dello Stato
Pontificio, l'assediano con cinque divisioni militari. La città del
Papa Re, difesa da 11 mila uomini in armi, è pronta a resistere.
All'alba dall'avamposto pontificio di villa Patrizi partono
all'improvviso colpi di fucile contro le truppe avversarie
schierate a villa Albani: è l'inizio della battaglia. Poche ore
dopo, mentre Pio IX celebra la messa nella sua cappella privata
davanti ai rappresentanti del corpo diplomatico, Hermann Kanzler,
capo supremo dell'esercito pontificio, è costretto a ordinare la
resa: la capacità di resistenza dei suoi soldati, nonostante la
tenace difesa, è giunta al limite estremo, soprattutto nel tratto
fra porta Salara e porta Pia. Alle 10 sulla cupola della basilica
di San Pietro sventola la bandiera bianca; poco dopo la città è
violata con le armi dai bersaglieri e dai fanti del generale
Cadorna, che vi irrompono a passo di carica attraverso una breccia
aperta a cannonate nelle mura Aureliane, vicino a porta Pia.
Antonio Di Pierro ricostruisce la cronaca dettagliata, ora per
ora e in presa diretta, di quella giornata fondamentale nella
storia dell'Italia moderna in cui veniva cancellato dall'atlante
politico europeo uno degli Stati più antichi e Roma si apprestava a
diventare, dopo Torino e Firenze, la capitale definitiva del
giovane Regno. Così, attraverso le parole e i ricordi dei
protagonisti, possiamo rivivere lo stato d'animo degli assediati e
degli assedianti, il travaglio di Pio IX attaccato da un re
cattolico (Vittorio Emanuele II) e le sue speranze prima
nell'intervento di una potenza straniera e poi in una
restaurazione; e ancora lo sconcerto del mondo cattolico, il
disincanto del popolino romano, il terrore della nobiltà nera
fedele al papa; la gioia dei patrioti rientrati a Roma al seguito
dell'esercito italiano che vedevano finalmente coronare il sogno
vagheggiato da Cavour, Garibaldi, Mazzini. Il risultato è una
ricostruzione accurata dell'atmosfera della Roma del Belli e di
Mastro Titta, colta nello sguardo emozionato e stupefatto dei
giornalisti stranieri e dei soldati italiani che la scoprivano,
magnifica, per la prima volta.