Situazione Economica Italiana: le previsioni di crescita per il 2018

In attesa della nuove raccomandazioni UE in arrivo il prossimo 23 Maggio, guardiamo insieme quali sono le prospettive di crescita del nostro paese che, come per tutta l’Eurozona, ha previsioni positive anche se come fanalino di coda dei paesi UE. All’inizio dell’anno Il Fondo Monetario Internazionale ha stimato per noi una crescita del Prodotto Interno Lordo del 1,4%, ma ad Aprile ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita per l’Italia aumentandole di 0,1 punti percentuali andando ad equivalere la crescita del 2017 del 1,5%, anche grazie alle favorevoli condizioni esterne. Considerando le previsioni fatte lo scorso anno ad Ottobre dallo stesso istituto, i numeri sono cresciuti dello 0,4%, come previsto dall’ultimo aggiornamento del Def (Documento di Economia e Finanza) presentato a settembre 2017, dimostrando un forte trend di crescita in Italia, come negli altri paesi Europei.

Proprio questa crescita costante anche negli altri paesi ci ha relegato però all’ultimo posto tra i componenti dell’Unione per prospettive di crescita sia per quest’anno sia per il 2019, secondi anche alla Grecia che ha una previsione di crescita superiore al 2%, in considerazione del fatto che le condizioni esterne andranno ad essere via via meno favorevoli, come per esempio la politica monetaria Europea che entro il 2020 andrà a dimininuire il proprio sostegno all’Italia e ad altri paesi in crescita.

Crescita dell’Industria

Secondo un’analisi Prometeia, nel 2017 l’industria Italiana è cresciuta oltre le aspettative e mantiene le promesse nelle previsioni per il 2018. L’analisi dei dati anticipatori ha confermato una forte fiducia nella crescita manifatturiera Italiana, specialmente nei settori dei prodotti in Metallo, Mobili, Elettronica e Farmaceutica. La nostra quota di esportazioni va aumentando anche grazie alla poca sensibilità che hanno i nostri mercati alle fluttuazioni del cambio Euro/Dollaro, poichè solo il 23% del nostro mercato estero appartiene ai paesi influenzati dal dollaro. Queste promesse di crescita trascinano l’indotto italiano e consolideranno le prospettive di aumento del Pil per il 2018. Purtroppo alcune regioni, specie del Sud, non seguono questo trend positivo guidato da Veneto ed Emilia Romagna, presentando ancora un segno negativo davanti al loro fattore di crescita.

Fiducia e potere di acquisto delle famiglie

Alla fine del primo trimestre del 2018 l’Istat ha dichiarato che la fiducia delle famiglie Italiane è in aumento come il suo potere d’acquisto (0,2% sul trimestre precedente). Si è fermata invece la fiducia delle aziende interne, portando un lieve calo negli investimenti, nonostante le previsioni indichino un aumento nelle spese delle aziende in macchinari, grazie ai nuovi incentivi varati con la legge di bilancio e legati alla necessità di sviluppare la tecnologia per rispondere alla domanda di mercato nel manifatturiero.

Instabilità politica

Purtroppo, nonstante le prospettive positive indicate sinora, l’attuale situazione politica Italiana lascia un po’ perplessi gli organi economici sia Europei che mondiali, i quali si preoccupano per il rispetto delle scadenze previste e per le problematiche legate all’attuazione delle riforme previste in assenza di un governo stabile. Per esempio, lo scorso 30 Aprile, il Governo Gentiloni, anche se ufficialmente già decaduto, ha dovuto presentare il nuovo Def a Bruxelles.

Il documento è stato consegnato in una versione limitata all’analisi delle condizioni attuali (quadro tendenziale), senza nessun impegno futuro di azioni o riforme che dovrenno essere prese in carico dal nuovo governo e presentate nel NaDef atteso per il 27 Settembre e in seguito, ad Ottobre,nel documento programmatico di Bilancioche si svilupperà nel nuovo disegno di legge di Bilancio, che andrà ad influenzare il rapporto dell’Italia con gli altri paesi Europei e la revisione delle stime di crescita per il 2019.

Conclusioni

Sebbene il peggio della crisi sembri essere dietro di noi, l’Italia rimane un paese a crescita ridotta e con un forte disavanzo del debito pubblico, sebbene anche questo in previsione di miglioramento (in 3 anni è prevista una riduzione dal 130,8% al 122%). La fiducia delle famiglie Italiane nella ripresa è la chiave per contunuare la crescita prevista e cercare di uscire definitivamente dagli effetti della crisi degli ultimi 15 anni, anche con l’aiuto del nuovo governo.