"Vogliamo un'Italia unita: senza coesione nazionale il nostro
Paese si perderebbe nel grande e tumultuoso fiume della
globalizzazione. L'unità nazionale si consolida riconoscendo, come
dice la Costituzione, e promuovendo le autonomie".
Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano a Udine nel corso dell'incontro con i componenti della
Giunta comunale e i Capigruppo Consiliari, per poi ricordare di
aver messo in evidenza, parlando all'Accademia dei Lincei per
l'avvio delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'unità
d'Italia, "come nella Costituzione repubblicana - e parlo del testo
fondamentale che venne approvato definitivamente il 22 dicembre del
1947 e rimane un testo altamente lungimirante - sono saldate nello
stesso articolo la inscindibilità della Nazione italiana e la
promozione delle autonomie. Credo che questo sia il sentiero da
percorrere, e che possiamo percorrere in grande unità di intenti
nel nostro Paese".
"Io sono profondamente impegnato nella tutela dei valori
costituzionali - ha sottolineato il Capo dello Stato - ma piuttosto
che il verbo 'difendere' la Costituzione, amo dire 'far vivere la
Costituzione', attuarla".
Il Presidente Napolitano è poi ritornato sulle difficoltà della
crisi economica: "Abbiamo problemi seri - ha detto - dovuti alla
fase difficile che attraversano le economie mondiale, europea e
italiana. Richiedono anche misure straordinarie in questo periodo,
che si debbono adottare per corrispondere ad una esigenza
riconosciuta in sede europea di consolidamento dei bilanci pubblici
e dei loro equilibri finanziari. In tutta Europa, noi abbiamo sulle
spalle un fardello molto pesante di un debito pubblico che si è
accumulato nel corso dei decenni e che dobbiamo riuscire ad
alleggerire in modo decisivo. Sulle scelte da compiere per
realizzare questo obbiettivo la discussione è sempre aperta, ma
noi, noi tutti di qualsiasi parte d'Italia e voi di qualsiasi parte
politica, non posiamo sottrarci in nessun modo a questa
responsabilità collettiva".
Il Capo dello Stato, incontrando successivamente nelle sede
della Provincia il Presidente, la Giunta e i Capogruppi consiliari,
ha indicato il Friuli e la provincia di Udine quale esempio di
terra che sa coniugare "il sentimento di identità regionale e
locale con il sentimento di italianità". "Ne avete dato prova - ha
detto - in tante occasioni. Avete dato prova delle vostre virtù non
solo quando la popolazione friulana è stata chiamata a prove
cruente nel corso di due guerre mondiali e nel corso della guerra
di liberazione negli anni '43-'45, ma anche quando avete dovuto
affrontare le avversità del terremoto del 1976. Avete dato un
esempio a tutta l'Italia, e questo esempio non viene dimenticato.
Di lì bisogna trarre sempre stimolo per seguire uno sviluppo
significativo. E sono certo, al di là delle ristrettezze e delle
difficoltà del momento, che trovano poi la loro origine in una
crisi di proporzioni globali, che avrà ancora davanti a sé un
cammino positivo e sarà percorso fino in fondo".
Il Presidente Napolitano ha concluso la sua visita a Udine
rendendo omaggio al Tempio che ospita l'Ossario di 25mila caduti
della prima guerra mondiale.
(Comunicato del Quirinale)