1861-2011: 150° anniversario dell'unità d'Italia

1861-2001: 150 anni Italia unita

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"Vogliamo un'Italia unita: senza coesione nazionale il paese si perderebbe nel tumultuoso fiume della globalizzazione"

"Vogliamo un'Italia unita: senza coesione nazionale il nostro Paese si perderebbe nel grande e tumultuoso fiume della globalizzazione. L'unità nazionale si consolida riconoscendo, come dice la Costituzione, e promuovendo le autonomie".

Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Udine nel corso dell'incontro con i componenti della Giunta comunale e i Capigruppo Consiliari, per poi ricordare di aver messo in evidenza, parlando all'Accademia dei Lincei per l'avvio delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'unità d'Italia, "come nella Costituzione repubblicana - e parlo del testo fondamentale che venne approvato definitivamente il 22 dicembre del 1947 e rimane un testo altamente lungimirante - sono saldate nello stesso articolo la inscindibilità della Nazione italiana e la promozione delle autonomie. Credo che questo sia il sentiero da percorrere, e che possiamo percorrere in grande unità di intenti nel nostro Paese".

"Io sono profondamente impegnato nella tutela dei valori costituzionali - ha sottolineato il Capo dello Stato - ma piuttosto che il verbo 'difendere' la Costituzione, amo dire 'far vivere la Costituzione', attuarla".

Il Presidente Napolitano è poi ritornato sulle difficoltà della crisi economica: "Abbiamo problemi seri - ha detto - dovuti alla fase difficile che attraversano le economie mondiale, europea e italiana. Richiedono anche misure straordinarie in questo periodo, che si debbono adottare per corrispondere ad una esigenza riconosciuta in sede europea di consolidamento dei bilanci pubblici e dei loro equilibri finanziari. In tutta Europa, noi abbiamo sulle spalle un fardello molto pesante di un debito pubblico che si è accumulato nel corso dei decenni e che dobbiamo riuscire ad alleggerire in modo decisivo. Sulle scelte da compiere per realizzare questo obbiettivo la discussione è sempre aperta, ma noi, noi tutti di qualsiasi parte d'Italia e voi di qualsiasi parte politica, non posiamo sottrarci in nessun modo a questa responsabilità collettiva".

Il Capo dello Stato, incontrando successivamente nelle sede della Provincia il Presidente, la Giunta e i Capogruppi consiliari, ha indicato il Friuli e la provincia di Udine quale esempio di terra che sa coniugare "il sentimento di identità regionale e locale con il sentimento di italianità". "Ne avete dato prova - ha detto - in tante occasioni. Avete dato prova delle vostre virtù non solo quando la popolazione friulana è stata chiamata a prove cruente nel corso di due guerre mondiali e nel corso della guerra di liberazione negli anni '43-'45, ma anche quando avete dovuto affrontare le avversità del terremoto del 1976. Avete dato un esempio a tutta l'Italia, e questo esempio non viene dimenticato. Di lì bisogna trarre sempre stimolo per seguire uno sviluppo significativo. E sono certo, al di là delle ristrettezze e delle difficoltà del momento, che trovano poi la loro origine in una crisi di proporzioni globali, che avrà ancora davanti a sé un cammino positivo e sarà percorso fino in fondo".

Il Presidente Napolitano ha concluso la sua visita a Udine rendendo omaggio al Tempio che ospita l'Ossario di 25mila caduti della prima guerra mondiale.

(Comunicato del Quirinale)

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