Mercoledì 7 dicembre, ore
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Istituto Mazziniano - Museo del Risorgimento, Via Lomellini
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In occasione delle Giornate
Mameliane, edizione 2011 viene presentato al pubblico
un altro piccolo ma significativo passo sulla strada del recupero e
valorizzazione del patrimonio monumentale della nostra città,
ovvero il restauro del modello in gesso del monumento a
Giuseppe Mazzini di Giulio Monteverde, realizzato nel 1874 per il
monumento in marmo eretto in Plaza de Roma a Buenos Ayres.
Il grande gesso raffigurante Giuseppe Mazzini fa parte delle
sessantacinque opere donate dagli eredi dello scultore al Comune di
Genova nel dicembre del 1919 e destinate alla Galleria d'arte
Moderna; nel 1934 fu trasferito a titolo di deposito al Museo del
Risorgimento - Istituto Mazziniano, in occasione dell'inaugurazione
della nuova sede nella casa natale di Giuseppe Mazzini in Via
Lomellini., dove è tuttora conservato e visibile al pubblico.
L'intervento è stato finanziato dalla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Unità Tecnica di missione per il 150°
anniversario dell'Unità d'Italia, che ha accolto e fatto
propria
una motivata proposta, frutto di un lavoro
congiunto della Direzione Valorizzazione Istituzioni, Patrimonio
Culturale,Parchi e Ville, Rapporti Università Ricerca del Comune di
Genova (Galleria d'Arte Moderna di Nervi e Istituto
Mazziniano - Museo del Risorgimento) e della Soprintendenza per
i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Liguria.
I lavori sono stati eseguiti dal restauratore Axel Nielsen di
Genova, sotto l'Alta Sorveglianza della Soprintendenza
medesima.
Il recupero va a collocarsi tra gli interventi promossi
dall'Unità Tecnica di Missione per il 150° anniversario dell'Unità
e già realizzati, a Genova e in Liguria.
A Genova in particolare sono stati restaurati il monumento ai
Mille di Quarto di Eugenio Baroni, il monumento a Raffaele
Rubattino di Augusto Rivalta, quello a Giuseppe Mazzini di Pietro
Costa, i quattro busti di Villetta di Negro, dedicati a Giuseppe
Cesare Abba, Antonio Burlando, Aurelio Saffi e Antonio
Mosto.