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Torino: realizzazione Nuovo Parco Dora - Spina 3

Torino.

Realizzazione Nuovo Parco Dora - Spina 3

piantina torinoNel 1998 il Comune di Torino diede avvio ad un Programma di Riqualificazione Urbana con l'obiettivo di trasformare l'ex area industriale Spina 3 in un parco di circa 40 ettari, che sfruttasse le qualità del paesaggio e donasse una nuova identità al quartiere già in forte crescita. Il territorio è infatti una delle superfici più estese e compatte della città, e già alla fine del XVIII secolo numerose industrie vi si erano insediate, favorite dalla vicinanza del fiume Dora e dalla presenza di numerosi piccoli canali. L'espansione industriale proseguì in maniera massiccia nella metà del secolo successivo allorché vi si insediarono le maggiori ditte torinesi (Ferrovie Piemontesi, Complesso Michelin, Acciaierie Vitali, Stabilimento Ingest).

Il corso d'acqua rappresenta la spina dorsale del nuovo parco e ne diventa l'elemento di raccordo e congiunzione. Ecco allora la necessità di aprire delle zone lungo la riva per rendere possibile l'accesso al fiume e dotarlo di percorsi attrezzati, approdi per il canottaggio, luoghi di sosta dove sia possibile anche svolgere sport, riposare e divertirsi.

L'acqua è assunta come elemento importante di tutto il progetto: essa rappresenta il filo di collegamento fra la città e la Dora, nonché fra le singole aree del parco e nel progetto ricorre continuamente sotto forma di giardini acquatici, canali e pozzi. La sfida di trasformare in parco urbano attrezzato una così vasta area industriale dismessa, implica il confronto con la necessità di conservare la memoria del luogo, in relazione agli usi precedenti, agli edifici, ed ai manufatti esistenti. Il confronto con il passato e la metamorfosi del luogo, dal precedente sfruttamento industriale al godimento del tempo libero, costituiscono quindi elementi fondamentali del processo di progettazione. Il carattere o meglio la lingua della storia industriale si esprime diffusivamente negli interventi, con l'inserimento di rudimenti o fondazioni delle ex fabbriche, colonne d'acciaio e vasche di decantazione. L'estensione dell'area interessata dall'intervento obbliga a tenere in conto il rapporto della stessa con il tessuto urbano limitrofo, in relazione all'edificato esistente e previsto, ma anche in funzione delle interferenze con la rete stradale esistente o in progetto.

L'intero parco è quindi necessariamente distinto in cinque zone, separate da strade, dal corso del fiume, dai naturali dislivelli del terreno. A questo proposito il progetto prevede che le diverse aree siano direttamente collegate le une con le altre mediante ponti passerelle o rampe, creando un sistema di percorsi continui e agibili senza limitazione da parte di tutti i visitatori del parco. Le rampe accompagnano sempre le scale e gli ascensori aiutano a superare i dislivelli. Dei cinque lotti distinti, in cui l'intero parco Dora è suddiviso, tre sono a totale finanziamento statale, e inseriti nell'ambito dei programmi infrastrutturali legati alle celebrazioni dei centocinquantenario dell'Unità d'Italia:

  • Area Michelin

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  • Area Ingest

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  • Area Vitali

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torino1L' area Michelin si estende su una superficie di circa 87.000 mq. Il territorio è ampio e dominato dalla presenza della Dora che, insieme a filari d'alberi di grande valore storico, caratterizza l'area. All'interno del lotto svetta una torre evaporativa che costituisce un "landmark" nello skyline urbano a fianco della quale si trova uno degli ingressi principali al Parco Dora. Nell'area Michelin il contatto diretto con la Dora e la sensazione di vivere il fiume sono importanti elementi del progetto: il visitatore può giungere sino al livello dell'acqua, grazie ad un percorso pedonale vicino alla riva che

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contemporaneamente potrebbe costituire anche un approdo per imbarcazioni a remi. Elemento decisivo del progetto è la cosiddetta "valletta ": la morfologia del terreno crea una vasta area di ritenzione che dà spazio al fiume Dora in caso di esondazione e conduce fino al livello delL'ac qua, modulando il terreno in modo che si orienti ancora di più verso la Dora. Tutta la "valletta" è una zona molto aperta, che offre la possibilità di giocare sul prato o di prendere il sole sedendo sulla scarpata orientata verso sud. Il parco Michelin risulta essere un grande prato alberato e multifunzionale, dove si può accedere liberamente. Allo scopo di ottenere una delimitazione ottica del parco a sud, verso il centro commerciale con il suo grande parcheggio e verso la strada, è prevista una scarpata erbosa di circa 4 m di altezza che racchiude il parco nella sua forma e che cambia la modulazione del terreno esistente. In questa zona è installata anche un'area giochi che tematizza il corso del fiume con elementi in legno. Al culmine della scarpata viene realizzato un percorso sopraelevato che inizia dalla passeggiata anulare e funge da collegamento con Valdocco e dal quale è possibile avere ad ovest uno scorcio panoramico in direzione delle Alpi e ad est verso Superga. Ai piedi della scarpata si snoda un percorso centrale di collegamento da Valdocco verso la torre di evaporazione. Oltre al percorso al culmine e ai piedi della scarpata, viene realizzato un ulteriore percorso pedonale importante accanto alla Dora, che chiude un circuito ad anello nell'area in oggetto e che continua sotto forma di passerella al di sopra degli avvallamenti della valletta. L'area Vitali viene collegata all'area Michelin da un ponte pedonale che attraversa il fiume Dora. Il ponte è progettato in acciaio, per poter realizzare una struttura molto sottile che non crei una barriera visiva nel parco.

 

torino 5L' area Ingest è la più piccola degli interventi previsti, estendendosi per circa 47.000 mq. Si tratta di un'area relativamente stretta, all'interno della quale sono presenti i resti delle fondazioni di vecchi capannoni industriali, ed una serie di pilastri d'acciaio, che vengono riutilizzati nell'allestimento di progetto come memoria della precedente vocazione funzionale. Nell'area Ingest viene realizzato un giardino pubblico contraddistinto da aree tipologicamente compartimentate, quali i giardini acquatici, l'hortus conclusus, la piazza tra edifici, la passerella pedonale che attraversa il lotto e le zone aperte destinate alla ricreazione e configurate a guisa di boschetti, prati e prati-gioco. Il lotto è attraversato per la intera sua lunghezza da una passerella in acciaio zincato, di nuova realizzazione, sostenuta dagli esistenti pilastri in acciaio e posizionata ad un altezza di circa 4,5 metri dal suolo. torino 6Tale passerella assicura anche la continuità con il lotto Vitali attraversando via Borgaro e connettendosi ad una struttura simile che prosegue nel lotto adiacente. Da uno dei due ingressi è possibile raggiungere una piazza tra gli edifici caratterizzata da giochi d'acqua e varie zone aperte a verde destinate alla ricreazione, con panchine e alberi circoscritti da grate metalliche. Il giardino acquatico costituisce un elemento unico ed eccezionale del parco Dora, realizzato utilizzando le fondazioni delle vetuste strutture industriali, con vasche d'acqua comunicanti e con flora e fauna acquatica, sempre in movimento, grazie ad un sistema di elettropompe idrauliche e tubazioni. Sono previste, in questa parte del giardino,"isole" alberate, attrezzature di svago e giochi. L'hortus conclusus è un giardino, che accoglie al suo interno specie vegetali meravigliose ed uniche, protette dai muri esistenti di un fabbricato, con tre lati intonacati e un lato in mattoni "faccia a vista". Nel fabbricato localizzato ad ovest, dotato di due piani fuori terra, è inclusa l'eliminazione completa della copertura e dei solai di interpiano, in modo da far diventare la struttura un orto a cielo aperto caratterizzato dalle pareti perimetrali dell'edificio e dalle relative travi di collegamento, che vengono conservate come memoria della preesistenza. L'Hortus, per ragioni di conservabilità e manutenzione, non sarà direttamente accessibile al pubblico che potrà, tuttavia, osservarlo attraverso aperture dotate di grate metalliche.

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L' area Vitali è la zona centrale e più estesa del Parco Dora, ed è posizionata nell'area nord-est, dominata dalla presenza di importanti monumenti industriali e dalla nuova arteria di "Corso Mortara". II settore centrale dell'area Vitali è dominato dagli ex capannoni dell'acciaieria, ben visibili a grande distanza. II capannone principale dell'antica acciaieria, detto "capannone di strippaggio A", rappresenta il cuore dell'area Vitali e, in virtù della posizione centrale e ben protetta, anche dell'intero Parco Dora. La sua dimensione è di 300 m di lunghezza, 30 m di larghezza e 15 m di altezza a filo esterno della copertura metallica. Il progetto prevede di lasciare a vista i preesistenti pilastri d'acciaio di sostegno della copertura e il recupero della copertura stessa, per utilizzarlo come struttura coperta destinata all'aggregazione e allo sport. A questo scopo la pavimentazione esistente viene completamente livellata e riutilizzata come pista per il pattinaggio, attività sportive, concerti e manifestazioni. Lo spazio così ricavato viene inteso come un grande tetto dove trovare riparo, una vetrina aperta sul verde, un punto di aggregazione e partenza per l'esplorazione in questo grande parco industriale.

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Nel capannone di strippaggio B, contiguo al precedente, vengono lasciati a vista i suggestivi pilastri in acciaio, le torri in calcestruzzo e le fondamenta, che insieme danno al parco un aspetto "romantico, selvaggio e futuristico". Inoltre viene conservata la parete esterna di calcestruzzo a nord che servirà da supporto per esposizioni temporanee. Per tutti questi elementi è prevista la messa in sicurezza rispetto al contatto accidentale dei visitatori ed un trattamento di superficie che ne preservi il più possibile l'aspetto iniziale. Tutti i ruderi presenti nelle zone limitrofe alle torri sono inseriti nelle aiuole previste dal progetto paesaggistico.

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