Comune di STRA, Villa Pisani è uno dei più
significativi esempi di villa veneta della Riviera del Brenta:
costruita per celebrare l'elezione a doge di Alvise Pisani a
partire dal 1721 su progetto prima di Gerolamo Frigimelica e poi di
Francesco Maria Preti, la villa divenne proprietà nel 1814 degli
Asburgo e nel 1866 dello Stato; è stata luogo di villeggiatura
privilegiato da parte dell'aristocrazia europea ed ha ospitato tra
gli altri Napoleone, gli imperiali d'Austria e i Savoia. Oggi il
compendio è in consegna alla Soprintendenza per i Beni
Architettonici e Paesaggistici per le province di Venezia, Belluno,
Padova e Treviso, con le sue pregevoli collezioni di mobilio,
tappezzerie, stucchi e opere pittoriche (tra le altre ricordiamo
opere di Giambattista Tiepolo, Giuseppe Zais, Jacopo Aimigoni) che
costituiscono il patrimonio del Museo nazionale di Villa
Pisani.
IL RESTAURO
L'intervento di restauro ha riguardato
le Sale Savoia, così denominate dopo il riallestimento che le
destinava ad accogliere il soggiorno del Re d'Italia, si tratta
della sala della Contessa Mirafiori e della sala Del Re Vittorio
Emanuele II.
Nella Sala della Contessa Mirafiori il
restauro delle superfici perimetrali è stato preceduto da una
spolveratura avendo cura di effettuare un preconsolidamento e un
successivo consolidamento della pellicola pittorica, ove
necessario, è stata eseguita la velatura dei fondi con colori a
calce ed il reintegro degli aspetti cromatici delle decorazioni
floreali.
Il mobilio d'arredo, costituito da
pezzi risalenti al sec. XIX, versava in un precario stato di
conservazione particolarmente evidente nelle imbottiture e nelle
stoffe di sedie e divani. Il deterioramento della tappezzeria,
sebbene non originali, ha reso necessaria una sostituzione con
tessuto di raso di cotone. A seguito di una ricerca effettuata
negli inventari dei beni mobili ed immobili della Villa risalente
al 1895 dove sono citate, alla stanza Mirafiori "Sedie di ciliegio
con schienale e sedile imbottito ricoperto di raso crema a fiori",
si è provveduto alla valutazione della colorazione "crema" come
rinvenuto in inventario.
Nella Sala del Vittorio Emanuele II il restauro
delle superfici perimetrali ha riguardato sia la tappezzeria
parietale compromessa da depositi polverulenti tali da annullare la
chiara lettura della trama decorativa, sia la zoccolatura in
marmorino, che riportava evidenti fattori di degrado dovuti alla
presenza di sali nella muratura. L'intervento di restauro ha
interessato, inoltre, le tappezzerie del divano e della poltrona di
fine sec. XVIII, di cotone stampato con impostazione a decorazione
naturalistica: la presenza di ossidi ferrosi nella stampa aveva
corroso la stoffa, ed il tessuto per l'irraggiamento solare
riportava un ingiallimento generalizzato. Dopo opportuni saggi di
verifica della resistenza al restringimento e alla tenuta dei
colori, la pulitura è stata effettuata con una soluzione acquosa di
saponina, concluse tutte le operazioni di restauro si è ritenuto
opportuno applicare sul fronte del tessuto un velo di tulle di
protezione superficiale.
Una singolare concorrenza di fruttuose
ricerche, dovuta alla permanenza delle correnti del gusto, ha
permesso di attingere a forniture di tessuti del tutto analoghi a
quelli antichi, ancor oggi prodotti in Scozia sui medesimi modelli
di derivazione francese prima e dei "mezzari" genovese poi,
stampati nel secondo settecento ad imitazione dei tessuti cinesi e
indiani con cui è stato ricostruito il tessuto del letto e del
baldacchino in percalle di cotone in analogia alle stoffe delle
pareti, nel rispetto delle descrizioni inventariali.
Le cornici dei portali in pietra
dipinta, affette da sollevamenti superficiali e lacune nella
pellicola pittorica tipiche del quadro degenerativo della pietra
tenera di Vicenza, hanno subito un primo trattamento
preconsolidante con successivo consolidamento. Le piccole
fessurazioni o lacune sono state trattate con stuccature ad impasto
testato preventivamente per granulometria e colore, completando
l'intervento con la riequilibratura di ogni alterazione
cromatica.
Di natura sostanzialmente manutentiva è
stato l'intervento delle porte in legno, la cui patina appariva
notevolmente deteriorata, applicando un trattamento antitarlo dato
a pennello.
Soddisfacienti apparivano le condizioni
di conservazione del dipinto ovale su tela che ritrae il Re
Vittorio Emanuele II in abiti civili, opera del pittore F. Canella,
datato al 1866, per il quale si è provveduto ad una blanda pulitura
a pennello delle polveri superficiali, procedendo al recupero delle
lacune nella cornice lignea con un impasto di colla animale e gesso
di Bologna.
Il Progetto definitivo è stato redatto
a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le Province di Venezia, Belluno Padova e Treviso
diretta dall' Arch. Sabina Ferrari.
IMMAGINI DEL RESTAURO

DATI DI CANTIERE
Inizio dei Lavori:
20.05.2011
Fine dei lavori: 29.08.2011
Finanziato da: Presidenza del Consiglio
dei Ministri
Stazione Appaltante: Presidenza
del Consiglio dei Ministri - Unità Tecnica di Missione
DIREZIONE DEI
LAVORI
Responsabile Unico del
Procedimento:
Arch. Beatrice Cuccioletta
(Unità Tecnica di Missione)
Direttore dei
Lavori:
Arch. Giuseppe Rallo
(Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le
Province di Venezia,
Belluno, Padova e
Treviso)
Progettista e Direttore
Operativo:
Restauratrice Ileana Della
Puppa (Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per
le Province di
Venezia, Belluno, Padova e
Treviso)
Ispettore di
Cantiere:
Geom. Eligio Gioia (Unità
Tecnica di Missione)
Coordinatore della sicurezza in
fase di Esecuzione:
Geom. Fiorenzo Vanzo
(Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le
Province di Venezia,
Belluno, Padova e
Treviso)
Restauro effettuato da: LITHOS S.n.c.