IL MONUMENTO
Anche
a Savona, la notizia della morte di Giuseppe Garibaldi il 2 giugno
1882 suscitò profondo cordoglio.
Solo due giorni dopo il decesso, per
iniziativa del locale Consolato della Consociazione Operaia, venne
avviata una sottoscrizione per erigere un monumento in memoria
dell'Eroe dei Due Mondi.
I primi contatti con Leonardo Bistolfi
per l'esecuzione del monumento vennero stabiliti nel 1909 da un
"Comitato per il monumento a Garibaldi a Savona", al quale, nel
1912 si sostituì il Comune di Savona che stanziò ulteriori fondi e
si assunse la responsabilità di amministrare le somme già raccolte
durante le precedenti sottoscrizioni. Il 18 maggio 1912, in Savona,
Bistolfi si impegnava con l'amministrazione comunale, a realizzare
il monumento entro il 1913 o, al più tardi, entro il maggio 1914.
Il manufatto doveva risultare composto dalla statua equestre
bronzea dell'Eroe, collocata sopra un ampio piedistallo in
granito.
Bistolfi offriva il suo lavoro
chiedendo solo di essere rimborsato delle spese relative ai
materiali e alla fusione del bronzo. Il 25 dicembre 1913, lo
scultore, scrivendo al sindaco di Savona, spiegava come avrebbe
concepito l'immagine: "Io ho pensato il gruppo equestre fuso in una
compattezza anche materiale, come in un blocco unico e possente,
col basamento che è assai semplice e rudimentale in modo da
conservare i caratteri delle rocce del mare". Il gruppo doveva
apparire "come una visione fuggente (…) e l'Eroe lanciato dal
cavallo in una corsa di sogno verso le Vittorie e verso l'Idea".
Un'immagine, questa, quasi astratta, che sembra andare oltre i
termini usuali del Simbolismo, dalla ricorrente musicalità, che
caratterizzano il linguaggio di Bistolfi. Le vicende belliche, ma
soprattutto il concomitante impegno preso da Bistolfi con il Comune
di Bologna per la realizzazione del monumento in onore di Giosué
Carducci, compiuto solo nel 1926, ritardarono notevolmente il
lavoro savonese.
Lo scultore eseguì il bronzo dopo di
allora: il materiale fu distribuito dalla Direzione
dell'Artiglieria di La Spezia.
La
fusione fu curata dalla Ditta di Francesco Riva di Torino, come
appare anche dal timbro impresso sul cavallo; la testa di
Garibaldi, fusa a parte, venne saldata in loco dalla ditta
Ferdinando Bresci. Del trasporto si occupò la ditta Innocente
Mangili. Il gruppo fu collocato nella passeggiata a mare
Trento-Trieste, in capo al Prolungamento di Corso Italia, adatta ad
ambientarvi una immagine che Bistolfi stesso defi niva "fantasma"
nei carteggi tenuti con il Podestà di Savona, Paolo Assereto.
L'inaugurazione avvenne l'11 novembre 1928 alla presenza di tutte
le autorità e di Ezio Garibaldi, nipote dell'Eroe.
Nel corso della stessa imponente
cerimonia, venne inaugurato il gonfalone della appena costituita
Provincia di Savona.La critica militante diede il giusto risalto
alla nuova realizzazione di Bistolfi : Marziano Bernardi, scrivendo
su "La Stampa" di Torino (20 agosto 1928), rilevava il carattere
antiretorico, dinamicamente evocativo della scultura: "è una grande
ombra che Bistolfi ha voluto fare del suo bronzo". Riferiva poi una
dichiarazione dello stesso artista che sottolineava il ruolo
espressivo fondamentale del destriero: "Nessun cavallo è come
questo che ho scolpito (…) e nessun cavallo, infatti, somiglia a
questa apollinea fi era nuda di briglie, di morso, di sella, di
staffe, che impennandosi sovra una fantastica nube rapisce l'Eroe
nel suo travolgente aereo galoppo verso gli spazi della vittoria e
della gloria. Diritto, appoggiato all'enorme collo possente del
destriero, il poncho svolazzante nella trionfale carriera, la spada
abbassata e il fi ero capo scoperto, cavalca il fantasma di
Garibaldi. Non altre fi gure sul rude piedistallo di pietra grigia
che il mare, nei giorni di burrasca, lambirà con le sue onde e
circonderà dei suoi fragori, e non scritte se non quel semplice
nome che un giorno bastò a infi ammare tanta giovinezza". Anche
Emilio Zanzi, che scriveva sulla "Gazzetta del Popolo" il 19
novembre 1927, mentre il bronzo era in fase di esecuzione, si
concentrava sulla suggestiva invenzione del destriero, fatta per
integrarsi totalmente con l'ambiente circostante: "La plastica,
quasi barocca, e quasi sensuale bellezza del cavallo il quale ha la
testa nervosa, tutta rughe e giochi di tendini (…) nobile nella
semplicità dei piani fa pensare ad un sacro animale del mito
ellenico; la impetuosità del destriero si placa, si calma nella fi
gura dominatrice di Garibaldi, che sulla sella quasi invisibile
domina come da un trono. Il barbuto cavaliere, dagli occhi
dolcissimi, dalle labbra aperte a respirare l'aria del libero mare,
non ha età".
IL RESTAURO
La collocazione del monumento a pochi
metri dal mare ha determinato l'accelerazione del deterioramento
del bronzo come denotano le ampie zone di alterazione cromatica del
bronzo di colorazione azzurrina tipica del degrado dei metalli.
L'opera, che si presenta come una gigantesca massa bronzea, è il
risultato della fusione di varie parti successivamente saldate fra
loro. Benché la fusione fosse di buona qualità si potevano notare
comunque riparazioni e toppe quadrangolari (per es. sugli arti
posteriori del cavallo). I sali cloruri hanno eroso l'originale
patinatura scura, alterando in maniera uniforme la superfi cie su
cui emergeva una fi tta puntinatura scura residuo della patina
originaria. Si notavano anche alcune colature di ruggine in
corrispondenza di perni in ferro relativi all'armatura di sostegno
interna al monumento. Il basamento della statua, in granito, in
discreto stato di conservazione, presentava una diffusa alterazione
cromatica con zone di colore giallastro e di color verde azzurro
dovute alla colatura dei sali di rame di ferro provenienti dal
monumento. Inoltre alcune scritte deturpavano il basamento e le
stuccature fra i vari blocchi di granito risultavano lacunose e di
colore inadeguato in quanto appartenenti a vecchi interventi di
manutenzione realizzati in materiale incongruo (cemento).
L'intervento di restauro ha contemplato le seguenti operazioni:
• Recinzione dell'area e
ponteggiatura preventiva del monumento.
• Stuccatura delle lacune tra i
blocchi che costituiscono il basamento, protezione della pietra con
sostanze fi lmogene.
• Applicazione di prodotti pulitori del
metallo contenenti tensioattivi e carbonato di ammonio.
• Lavaggi ripetuti con acqua
deionizzata per eliminare lo sporco (residui terrosi, materiali
organici e inorganici) e per ridurre il quoziente di conducibilità
dei sali solubili. Sono stati eseguiti sette successivi lavaggi
utilizzando spazzole e pennelli di setola.
• Applicazione di inibitore di
corrosione (benzotriazolo additivato con resina acrilica)
pigmentato con terre naturali per proteggere il bronzo dagli agenti
atmosferici e attenuarne la discromia. Inoltre dopo la prima mano
dell'inibitore di corrosione, si è proceduto a ritocchi cromatici
con colori acrilici e successivamente si è applicata una seconda
mano di inibitore di corrosione.
• Stesura di cera di colore neutro
addittivata con benzotriazolo per una ulteriore protezione del
bronzo con successiva tiratura della cera con panno di lana.
• Il basamento di granito è stato
sottoposto a intervento di pulitura con microsabbiatrice a bassa
pressione, dopo che i campioni di pulitura con impacchi di
carbonato d'ammonio sono risultati ineffi caci per l'eliminazione
delle colature dal soprastante gruppo bronzeo.
• Allestimento di un impianto anti
volatili.
• Documentazione fotografi ca
dell'intervento e referto delle analisi diagnostiche.
DATI DI CANTIERE
Inizio Lavori:
26.08.2011
Fine Lavori:
18.11.2011
Finanziato da:
Presidenza del Consiglio dei
Ministri
Stazione Appaltante:
Presidenza del Consiglio dei
Ministri -Unità Tecnica di Missione
DIREZIONE LAVORI
Responsabile Unico del
Procedimento:
Dott. Arch. Marianna Cravanzola (Unità
Tecnica di Missione)
Direttore dei Lavori:
Dott. Arch. Costanza Fusconi (Direzione
Regionale
per i Beni Culturali e Paesaggistici
della Liguria)
Direttore dei Lavori Operativo:
Dott. Massimo Bartoletti
(Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della
Liguria) Rest. Paola Parodi (Soprintendenza per i Beni
Architettonicie Paesaggistici della Liguria)
Ispettore di Cantiere: Dott. Agostino
Cianciulli (Unità Tecnica di Missione)
Geom. Angelo Renzetti (Unità Tecnica di
Missione)
Coordinatore per la Sicurezza:
Arch. Monia Balocco
Restauro effettuato da:
COOPERATIVA ARCHEOLOGIA