1861-2011: 150° anniversario dell'unità d'Italia

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Savona - Monumento a Giuseppe Garibaldi

 IL MONUMENTO

prerestauroAnche a Savona, la notizia della morte di Giuseppe Garibaldi il 2 giugno 1882 suscitò profondo cordoglio.

Solo due giorni dopo il decesso, per iniziativa del locale Consolato della Consociazione Operaia, venne avviata una sottoscrizione per erigere un monumento in memoria dell'Eroe dei Due Mondi.

I primi contatti con Leonardo Bistolfi per l'esecuzione del monumento vennero stabiliti nel 1909 da un "Comitato per il monumento a Garibaldi a Savona", al quale, nel 1912 si sostituì il Comune di Savona che stanziò ulteriori fondi e si assunse la responsabilità di amministrare le somme già raccolte durante le precedenti sottoscrizioni. Il 18 maggio 1912, in Savona, Bistolfi si impegnava con l'amministrazione comunale, a realizzare il monumento entro il 1913 o, al più tardi, entro il maggio 1914. Il manufatto doveva risultare composto dalla statua equestre bronzea dell'Eroe, collocata sopra un ampio piedistallo in granito.

Bistolfi offriva il suo lavoro chiedendo solo di essere rimborsato delle spese relative ai materiali e alla fusione del bronzo. Il 25 dicembre 1913, lo scultore, scrivendo al sindaco di Savona, spiegava come avrebbe concepito l'immagine: "Io ho pensato il gruppo equestre fuso in una compattezza anche materiale, come in un blocco unico e possente, col basamento che è assai semplice e rudimentale in modo da conservare i caratteri delle rocce del mare". Il gruppo doveva apparire "come una visione fuggente (…) e l'Eroe lanciato dal cavallo in una corsa di sogno verso le Vittorie e verso l'Idea". Un'immagine, questa, quasi astratta, che sembra andare oltre i termini usuali del Simbolismo, dalla ricorrente musicalità, che caratterizzano il linguaggio di Bistolfi. Le vicende belliche, ma soprattutto il concomitante impegno preso da Bistolfi con il Comune di Bologna per la realizzazione del monumento in onore di Giosué Carducci, compiuto solo nel 1926, ritardarono notevolmente il lavoro savonese.

Lo scultore eseguì il bronzo dopo di allora: il materiale fu distribuito dalla Direzione dell'Artiglieria di La Spezia.

postrestauroLa fusione fu curata dalla Ditta di Francesco Riva di Torino, come appare anche dal timbro impresso sul cavallo; la testa di Garibaldi, fusa a parte, venne saldata in loco dalla ditta Ferdinando Bresci. Del trasporto si occupò la ditta Innocente Mangili. Il gruppo fu collocato nella passeggiata a mare Trento-Trieste, in capo al Prolungamento di Corso Italia, adatta ad ambientarvi una immagine che Bistolfi stesso defi niva "fantasma" nei carteggi tenuti con il Podestà di Savona, Paolo Assereto. L'inaugurazione avvenne l'11 novembre 1928 alla presenza di tutte le autorità e di Ezio Garibaldi, nipote dell'Eroe.

Nel corso della stessa imponente cerimonia, venne inaugurato il gonfalone della appena costituita Provincia di Savona.La critica militante diede il giusto risalto alla nuova realizzazione di Bistolfi : Marziano Bernardi, scrivendo su "La Stampa" di Torino (20 agosto 1928), rilevava il carattere antiretorico, dinamicamente evocativo della scultura: "è una grande ombra che Bistolfi ha voluto fare del suo bronzo". Riferiva poi una dichiarazione dello stesso artista che sottolineava il ruolo espressivo fondamentale del destriero: "Nessun cavallo è come questo che ho scolpito (…) e nessun cavallo, infatti, somiglia a questa apollinea fi era nuda di briglie, di morso, di sella, di staffe, che impennandosi sovra una fantastica nube rapisce l'Eroe nel suo travolgente aereo galoppo verso gli spazi della vittoria e della gloria. Diritto, appoggiato all'enorme collo possente del destriero, il poncho svolazzante nella trionfale carriera, la spada abbassata e il fi ero capo scoperto, cavalca il fantasma di Garibaldi. Non altre fi gure sul rude piedistallo di pietra grigia che il mare, nei giorni di burrasca, lambirà con le sue onde e circonderà dei suoi fragori, e non scritte se non quel semplice nome che un giorno bastò a infi ammare tanta giovinezza". Anche Emilio Zanzi, che scriveva sulla "Gazzetta del Popolo" il 19 novembre 1927, mentre il bronzo era in fase di esecuzione, si concentrava sulla suggestiva invenzione del destriero, fatta per integrarsi totalmente con l'ambiente circostante: "La plastica, quasi barocca, e quasi sensuale bellezza del cavallo il quale ha la testa nervosa, tutta rughe e giochi di tendini (…) nobile nella semplicità dei piani fa pensare ad un sacro animale del mito ellenico; la impetuosità del destriero si placa, si calma nella fi gura dominatrice di Garibaldi, che sulla sella quasi invisibile domina come da un trono. Il barbuto cavaliere, dagli occhi dolcissimi, dalle labbra aperte a respirare l'aria del libero mare, non ha età".

IL RESTAURO

La collocazione del monumento a pochi metri dal mare ha determinato l'accelerazione del deterioramento del bronzo come denotano le ampie zone di alterazione cromatica del bronzo di colorazione azzurrina tipica del degrado dei metalli. L'opera, che si presenta come una gigantesca massa bronzea, è il risultato della fusione di varie parti successivamente saldate fra loro. Benché la fusione fosse di buona qualità si potevano notare comunque riparazioni e toppe quadrangolari (per es. sugli arti posteriori del cavallo). I sali cloruri hanno eroso l'originale patinatura scura, alterando in maniera uniforme la superfi cie su cui emergeva una fi tta puntinatura scura residuo della patina originaria. Si notavano anche alcune colature di ruggine in corrispondenza di perni in ferro relativi all'armatura di sostegno interna al monumento. Il basamento della statua, in granito, in discreto stato di conservazione, presentava una diffusa alterazione cromatica con zone di colore giallastro e di color verde azzurro dovute alla colatura dei sali di rame di ferro provenienti dal monumento. Inoltre alcune scritte deturpavano il basamento e le stuccature fra i vari blocchi di granito risultavano lacunose e di colore inadeguato in quanto appartenenti a vecchi interventi di manutenzione realizzati in materiale incongruo (cemento). L'intervento di restauro ha contemplato le seguenti operazioni:

 • Recinzione dell'area e ponteggiatura preventiva del monumento.

 • Stuccatura delle lacune tra i blocchi che costituiscono il basamento, protezione della pietra con sostanze fi lmogene.

• Applicazione di prodotti pulitori del metallo contenenti tensioattivi e carbonato di ammonio.

• Lavaggi ripetuti con acqua deionizzata per eliminare lo sporco (residui terrosi, materiali organici e inorganici) e per ridurre il quoziente di conducibilità dei sali solubili. Sono stati eseguiti sette successivi lavaggi utilizzando spazzole e pennelli di setola.

 • Applicazione di inibitore di corrosione (benzotriazolo additivato con resina acrilica) pigmentato con terre naturali per proteggere il bronzo dagli agenti atmosferici e attenuarne la discromia. Inoltre dopo la prima mano dell'inibitore di corrosione, si è proceduto a ritocchi cromatici con colori acrilici e successivamente si è applicata una seconda mano di inibitore di corrosione.

• Stesura di cera di colore neutro addittivata con benzotriazolo per una ulteriore protezione del bronzo con successiva tiratura della cera con panno di lana.

• Il basamento di granito è stato sottoposto a intervento di pulitura con microsabbiatrice a bassa pressione, dopo che i campioni di pulitura con impacchi di carbonato d'ammonio sono risultati ineffi caci per l'eliminazione delle colature dal soprastante gruppo bronzeo.

• Allestimento di un impianto anti volatili.

• Documentazione fotografi ca dell'intervento e referto delle analisi diagnostiche.

DATI DI CANTIERE

Inizio Lavori: 26.08.2011

Fine Lavori: 18.11.2011

Finanziato da:

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Stazione Appaltante:

Presidenza del Consiglio dei Ministri -Unità Tecnica di Missione

DIREZIONE LAVORI

Responsabile Unico del Procedimento:

Dott. Arch. Marianna Cravanzola (Unità Tecnica di Missione)

Direttore dei Lavori:

Dott. Arch. Costanza Fusconi (Direzione Regionale

per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria)

Direttore dei Lavori Operativo:

Dott. Massimo Bartoletti (Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria) Rest. Paola Parodi (Soprintendenza per i Beni Architettonicie Paesaggistici della Liguria)

Ispettore di Cantiere: Dott. Agostino Cianciulli (Unità Tecnica di Missione)

Geom. Angelo Renzetti (Unità Tecnica di Missione)

Coordinatore per la Sicurezza:

Arch. Monia Balocco

Restauro effettuato da:

COOPERATIVA ARCHEOLOGIA

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