1861-2011: 150° anniversario dell'unità d'Italia

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Genova - Mazzini

Il Restauro del Monumento a Giuseppe Mazzini

Genova, Piazza Mazzini

PIETRO COSTA (Celle ligure, SV 1849 - Roma 1901)

Monumento a Giuseppe Mazzini, 1882

Genova, Piazzale Mazzini

Genova - Mazzini 2Nato da famiglia poverissima, Pietro Costa aveva frequentato l'Accademia Ligustica a Genova, allievo di Santo Varni, prima di potersi recare prima a Firenze e poi a Roma, grazie a una borsa di studio (gli fu assegnata la pensione Durazzo).

Nella capitale risiedé a lungo, pur mantenendo i contatti con Genova, dove, forse frequentando anche lo studio dello scultore Lorenzo Orengo, si segnalò sia per opere funerarie, realizzate per il Cimitero di Staglieno, sia per presenze espositive interessanti, testimonianza di una produzione di genere di gusto verista.

Negli anni Settanta ottenne importanti commissioni, preludio alla partecipazione a prestigiose esposizioni nazionali e internazionali (Parigi 1878, Torino 1880, Londra 1888): nel 1878 vinse il concorso per un rilievo sulla facciata del Palazzo delle Finanze a Roma; l'anno dopo, e in parallelo, riportò la vittoria a due concorsi nazionali: per il Monumento a Mazzini nel capoluogo ligure, ora in questione, e per il Monumento a Vittorio Emanuele II a Torino (largo omonimo), opera quest'ultima compiuta solo nel 1899, a seguito di ritardi e inconvenienti tecnici, fonte di polemiche che portarono a esautorarne la  partecipazione alla realizzazione finale e alla messa in opera.

Diversa e più fortunata fu la vicenda dell'opera genovese dedicata a Mazzini, come quella torinese caratterizzata da struttura piuttosto insolita, anche se poi ripresa largamente nei decenni successivi: l'effigie del protagonista è infatti posta al culmine di un'alta colonna, mentre ai lati della sua base si dispongono figure allegoriche.

Il pensieroIl monumento, posto nei pressi sia di piazza Corvetto, al centro della quale si trova quello dedicato a Vittorio Emanuele II, sia della Villetta Di Negro, ricca anch'essa di testimonianze monumentali della storia risorgimentale, ha basamento, cui si accede tramite una gradinata ottagonale composta di sei scalini, ornato da corone bronzee, ivi deposte in epoca successiva alla sua inaugurazione.

La statua del grande pensatore è collocata sulla sommità di una colonna dorica, in atteggiamento pensieroso e con le braccia conserte, mentre con una mano tiene alcuni fogli, forse un proclama. Le due figure allegoriche ai lati del basamento, classicamente panneggiate, raffigurano il Pensiero e l'Azione.

In contrasto rispetto al suo nome maschile, il Pensiero ha sembianze femminili, gli occhi fissi a un ideale remoto e le sopracciglia aggrottate, in atteggiamento malinconico; la figura è seduta, il braccio destro, poggiante su grossi volumi, sostiene il capo; il polso è stretto da un anello di catena spezzata, mentre con la sinistra trattiene alcuni fogli.

Anche la seconda figura allegorica, l'Azione, ha sembianze opposte alla femminilità del suo nome: è infatti una figura maschile e vigorosa: raffigurato in piedi, un giovane dall'aspetto fiero e risoluto, ha una mano sul fianco, mentre con il braccio destro addita lo stendardo con il motto ""Dio e Popolo". I contemporanei ne sottolinearono l'atteggiamento del tribuno che infiamma il popolo, richiamando a esso "il vessillo della battaglia e della redenzione".

Genova - Mazzini 4La cerimonia dell'inaugurazione si svolse il 22 giugno 1882, alla presenza di una folla immensa; bandiere, orifiamme e quadri celebravano i martiri dell'unità italiana; il monumento fu scoperto al suono dell'Inno nazionale e di altri inni patriottici, e consegnato al Municipio genovese da Aurelio Saffi e Federico Campanella, in rappresentanza del Comitato; un ""colpo d'occhio incantevole", scrisse un cronista de "L'Illustrazione Italiana" - il prestigioso periodico alla manifestazione dedicò infatti diversi articoli e illustrazioni, una delle quali scelta perfino come immagine d'apertura del numero del 25 giugno 1882 - , rilevando quasi con stupore come tutto si fosse svolto in perfetto ordine, senza "grida repubblicane" (furono anzi notate molte bandiere con lo stemma reale).

IL RESTAURO

Oggetto dell'intervento è stato riqualificare un gruppo scultoreo con problemi di trascuratezza che  il restauro ha provveduto a risolvere. Le vecchie operazioni di manutenzione da tempo richiedevano un deciso rinnovamento , le patine del tempo si erano nascoste sotto lo strato di polvere e smog, i marmi avevano perso la pellicola di sacrificio che era necessaria alla protezione dei medesimi.

Successivamente al restauro lo spettatore può ora leggere nel gruppo scultoreo i naturali segni del tempo, individuando le patine del metallo che si sono combinate con la struttura del marmo, cogliendo un insieme restaurato, ripulito, sigillato e consolidato ma, al quale nulla è stato tolto per riportare in modo forzato un aspetto che ha vissuto momenti critici.

 

DATI DI CANTIERE 

Inizio Lavori: 20.06.2011

Fine Lavori: 19.09.2011

Finanziato da:

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Stazione Appaltante:

Presidenza del Consiglio dei Ministri - Unità Tecnica di Missione

 

DIREZIONE LAVORI

Responsabile Unico del Procedimento:            

Dott. Arch. Marianna Cravanzola (Unità Tecnica di Missione)

Direttore dei Lavori:      

Dott.ssa Paola Traversone (Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria)

Direttore dei Lavori Operativo:

Dott. Arch. Luisa De Marco (Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria)

Rest. Orietta Doria (Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria)

Ispettore di Cantiere:     

Geom. Angelo Renzetti (Unità Tecnica di Missione)

Coordinatore per la Sicurezza:

Arch. Debora Pizzorno

Restauro effettuato da: ARS RESTAURI DI TRIBBIA S.R.L.

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