Il Restauro del Monumento a
Giuseppe Mazzini
Genova, Piazza
Mazzini
PIETRO COSTA (Celle ligure,
SV 1849 - Roma 1901)
Monumento a Giuseppe Mazzini,
1882
Genova, Piazzale Mazzini
Nato da famiglia poverissima,
Pietro Costa aveva frequentato l'Accademia Ligustica a Genova,
allievo di Santo Varni, prima di potersi recare prima a Firenze e
poi a Roma, grazie a una borsa di studio (gli fu assegnata la
pensione Durazzo).
Nella capitale risiedé a lungo, pur mantenendo i contatti con
Genova, dove, forse frequentando anche lo studio dello scultore
Lorenzo Orengo, si segnalò sia per opere funerarie, realizzate per
il Cimitero di Staglieno, sia per presenze espositive interessanti,
testimonianza di una produzione di genere di gusto verista.
Negli anni Settanta ottenne importanti commissioni, preludio
alla partecipazione a prestigiose esposizioni nazionali e
internazionali (Parigi 1878, Torino 1880, Londra 1888): nel 1878
vinse il concorso per un rilievo sulla facciata del Palazzo delle
Finanze a Roma; l'anno dopo, e in parallelo, riportò la vittoria a
due concorsi nazionali: per il Monumento a Mazzini nel capoluogo
ligure, ora in questione, e per il Monumento a Vittorio Emanuele II
a Torino (largo omonimo), opera quest'ultima compiuta solo nel
1899, a seguito di ritardi e inconvenienti tecnici, fonte di
polemiche che portarono a esautorarne la partecipazione alla
realizzazione finale e alla messa in opera.
Diversa e più fortunata fu la vicenda dell'opera genovese
dedicata a Mazzini, come quella torinese caratterizzata da
struttura piuttosto insolita, anche se poi ripresa largamente nei
decenni successivi: l'effigie del protagonista è infatti posta al
culmine di un'alta colonna, mentre ai lati della sua base si
dispongono figure allegoriche.
Il monumento, posto nei pressi sia di piazza
Corvetto, al centro della quale si trova quello dedicato a Vittorio
Emanuele II, sia della Villetta Di Negro, ricca anch'essa di
testimonianze monumentali della storia risorgimentale, ha
basamento, cui si accede tramite una gradinata ottagonale composta
di sei scalini, ornato da corone bronzee, ivi deposte in epoca
successiva alla sua inaugurazione.
La statua del grande pensatore è collocata sulla sommità di una
colonna dorica, in atteggiamento pensieroso e con le braccia
conserte, mentre con una mano tiene alcuni fogli, forse un
proclama. Le due figure allegoriche ai lati del basamento,
classicamente panneggiate, raffigurano il Pensiero e l'Azione.
In contrasto rispetto al suo nome maschile, il Pensiero ha
sembianze femminili, gli occhi fissi a un ideale remoto e le
sopracciglia aggrottate, in atteggiamento malinconico; la figura è
seduta, il braccio destro, poggiante su grossi volumi, sostiene il
capo; il polso è stretto da un anello di catena spezzata, mentre
con la sinistra trattiene alcuni fogli.
Anche la seconda figura allegorica, l'Azione, ha sembianze
opposte alla femminilità del suo nome: è infatti una figura
maschile e vigorosa: raffigurato in piedi, un giovane dall'aspetto
fiero e risoluto, ha una mano sul fianco, mentre con il braccio
destro addita lo stendardo con il motto ""Dio e Popolo". I
contemporanei ne sottolinearono l'atteggiamento del tribuno che
infiamma il popolo, richiamando a esso "il vessillo della battaglia
e della redenzione".
La cerimonia dell'inaugurazione si
svolse il 22 giugno 1882, alla presenza di una folla immensa;
bandiere, orifiamme e quadri celebravano i martiri dell'unità
italiana; il monumento fu scoperto al suono dell'Inno nazionale e
di altri inni patriottici, e consegnato al Municipio genovese da
Aurelio Saffi e Federico Campanella, in rappresentanza del
Comitato; un ""colpo d'occhio incantevole", scrisse un cronista de
"L'Illustrazione Italiana" - il prestigioso periodico alla
manifestazione dedicò infatti diversi articoli e illustrazioni, una
delle quali scelta perfino come immagine d'apertura del numero del
25 giugno 1882 - , rilevando quasi con stupore come tutto si fosse
svolto in perfetto ordine, senza "grida repubblicane" (furono anzi
notate molte bandiere con lo stemma reale).
IL RESTAURO
Oggetto dell'intervento è stato riqualificare un gruppo
scultoreo con problemi di trascuratezza che il restauro ha
provveduto a risolvere. Le vecchie operazioni di manutenzione da
tempo richiedevano un deciso rinnovamento , le patine del tempo si
erano nascoste sotto lo strato di polvere e smog, i marmi avevano
perso la pellicola di sacrificio che era necessaria alla protezione
dei medesimi.
Successivamente al restauro lo spettatore può ora leggere nel
gruppo scultoreo i naturali segni del tempo, individuando le patine
del metallo che si sono combinate con la struttura del marmo,
cogliendo un insieme restaurato, ripulito, sigillato e consolidato
ma, al quale nulla è stato tolto per riportare in modo forzato un
aspetto che ha vissuto momenti critici.
DATI DI CANTIERE
Inizio Lavori: 20.06.2011
Fine Lavori: 19.09.2011
Finanziato da:
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Stazione Appaltante:
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Unità Tecnica di
Missione
DIREZIONE LAVORI
Responsabile Unico del Procedimento:
Dott. Arch. Marianna Cravanzola (Unità Tecnica di Missione)
Direttore dei Lavori:
Dott.ssa Paola Traversone (Soprintendenza per i Beni Storici,
Artistici ed Etnoantropologici della Liguria)
Direttore dei Lavori Operativo:
Dott. Arch. Luisa De Marco (Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici della Liguria)
Rest. Orietta Doria (Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici della Liguria)
Ispettore di Cantiere:
Geom. Angelo Renzetti (Unità Tecnica di Missione)
Coordinatore per la Sicurezza:
Arch. Debora Pizzorno
Restauro effettuato da: ARS RESTAURI DI TRIBBIA
S.R.L.