Assegno Circolare non Trasferibile, Compilazione, Incasso e Utilizzo dell’Assegno Circolare

E’ un dato di fatto che al giorno d’oggi, le carte di credito, i bancomat e gli strumenti digitali di ultima generazione abbiano rimpiazzato quasi del tutto l’assegno bancario. Tuttavia, vi è un eccezione, specie per i pagamenti di una somma economica importante: l’assegno circolare non trasferibile. All’interno di questo post, ti segnaleremo cos’è, come si compila, come incassare e come utilizzare l’assegno circolare non trasferibile.

Trattasi di un titolo di credito nominativo e formale che viene emesso dalla banca emittente che ti consente di pagare ad un destinatario un preciso importo di danaro. In estrema sintesi, trattasi di una promessa di pagamento che affinché vada in porto, necessita di fondi adeguati sul conto del mittente. In caso contrario, il pagamento viene rifiutato. Qual è la differenza con l’assegno bancario? Semplice. La maggiore sicurezza a favore dell’assegno circolare non trasferibile, dato che non viene rilasciato mediante i carnet e non appartiene al titolare del conto corrente. Inoltre, la presenza allo sportello del tuo istituto bancario sarà la conditio sine qua non per poter pagare, facendo apposita richiesta e optando per il versamento di soldi corrispondente all’importo desiderato che verrà incassato entro un arco di tempo limite pari a 30 giorni da quando è avvenuta l’emissione.

In Italia, la non trasferibilità è una caratteristica di questo titolo che può essere pagato soltanto al beneficiario, a prescindere se costui è una persona fisica, una persona giuridica o una ragione sociale. Basta pagare poco più di 1 euro alla banca emittente o alle Poste di rendere l’assegno circolare trasferibile., in modo che sia possibile per il beneficiario girarlo a terzi e che costoro possano fare lo stesso con altri destinatari. Considera però che la richiesta fa formulata per iscritto e che il valore dell’importo non potrà essere superiore a 1.000 euro.

Assegno circolare non trasferibile: come si compila?

La banca ha il compito di compilare l’assegno circolare non trasferibile che, per essere considerato valido, deve presentare i suddetti parametri.

  • “Assegno Circolare”: questa denominazione deve essere ben visibile. Se manca, non parliamo del titolo in questione
  • Nome e cognome del beneficiario, se trattasi di persona fisica; ragione sociale o denominazione sociale, se si tratta di un’impresa. Ciò vuol dire che il destinatario deve essere indicato in maniera chiara
  • Luogo di emissione
  • Data di emissione
  • Importo scritto sia in lettere che in numeri
  • Promessa del pagamento a vista
  • Sottoscrizione della banca, in quanto emittente
  • Firma della banca che si accolla l’obbligo di procedere al pagamento a vista dell’assegno circolare

L’assegno circolare, prima e dopo la compilazione, è contraddistinto da caratteristiche singolari che ne rendono pressoché impossibile la contraffazione. In ogni caso, per essere sicuro, puoi fare una telefonata alla banca chiedendo di fare una verifica del titolo in questione e sapere se è valido o meno. Le transazioni, per questioni di sicurezza, vanno fatte preferibilmente nel momento in cui le banche sono aperte.

Come si incassa

L’unica possibilità per incassare l’assegno circolare non trasferibile è recarsi presso la banca emittente e mostrare all’addetto allo sportello un tuo documento di identità. La riscossione è immediatamente disponibile e dopo qualche giorno ti verrà addebitata la somma sul tuo conto corrente, a patto che tu sia il beneficiario. Tieni conto che per quanto riguarda somme da incassare maggiori di 1.000 euro, a fronte dell’erogazione vengono applicate delle tasse e sono emessi dei bolli.

Devi naturalmente rispettare la scadenza. Questo è tassativo. Il tempo massimo ammonta a 30 giorni, ma in genere, in qualità di destinatario, ti è possibile cambiare l’assegno entro 8 giorni se risiedi nello stesso comune dove viene effettuata l’emissione. In caso contrario, i giorni sono 15. E se si supera la scadenza? Il titolo non va incontro alla perdita di validità, ma in qualità di emittente, hai la possibilità di revocarlo, obbligando il beneficiario ad adire per le vie legali, al fine di entrare nuovamente in possesso dell’importo. Le tempistiche corrispondono a sei mesi mediante pignoramento diretto, visto che l’assegno circolare non trasferibile è a tutti gli effetti un titolo esecutivo, o attraverso decreto ingiuntivo, ma trascorsi i sei mesi, l’assegno viene declassato a promessa scritta di pagamento.